Primo di una lunga serie

La voce di Florence in sottofondo, i libri da studiare ancora chiusi che mi guardano minacciosi ed una domanda che mi ronza in testa da ieri sera: ma se il segreto per essere felici risiedesse proprio nella semplicità? Quella semplicità che tanto denigro e fuggo.

Me lo chiedevo ieri sera, dopo l’ennesima litigata con il mio ragazzo, litigata causata ad me, come tutte quelle che già ci sono state. Quando con tutta la sua calma continuava a cercarmi a dirmi quanto bene mi voleva io mi sono chiesta perché, perché non sia in grado di gustarmi i momenti belli che vivo giornalmente? Perché devo sempre complicare tutto con domande, aspettative in negativo. Perché per una volta nella vita non può semplicemente andare tutto bene.

Sono infelice, questo è il problema. Penso di non essere in grado di vedere il bello, il positivo. Mi aspetto sempre da un momento all’altro che capiti il peggio, mi preparo ad incassare il colpo, anche se non sono mai pronta. Paura. Questo provo. Paura del futuro, che vedo così incerto e nebuloso. Paura del presente che non posso controllare. Ancora paura di quel passato che è stato, di quel fardello che non riesco ad abbandonare, quel peso che mi porto dentro e che non riesco a condividere con nessuno. Ho troppa paura che quello che è stato rovini quello che potrebbe essere. E ho paura che quello che è stato riemerga e rovini quello che sono ora e che sto riuscendo a costruire.

Vorrei solo essere felice, ma come?

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